Tempio della fraternità

L’IDEA DI COSTRUIRE IL TEMPIO

Trascorsi 4 anni dalla fine della seconda guerra mondiale l’allora Arciprete di Alpepiana “Don Antonio Pagliughi”, nativo di Vicosoprano, ex capellano militare (nella guerra del 1944/45), ci è venuto a fare visita e ricordando la guerra, le crudeltà dei fascisti, di quanto la frazione Lovari aveva dato alla patria, con due morti, numerosi feriti e l’ospitalità che aveva dato ai rifugiati e parlando…….. è nata l’idea di costruire il Tempio della Fraternità, per non dimenticare e quindi ricordare i caduti di tutte le guerre e coloro che si sono salvati.
Per compiere tale gesto, i soldi non erano sufficienti e perciò gli abitanti di Lovari si sono adoperati per raccogliere offerte, casa per casa nelle Frazioni di Alpepiana, Vicomezzano e Vicosoprano. E cosi lira dopo lira, si sono potuti cominciare i lavori di muratura. Successivamente è stato scelto il luogo dove edificare il Tempio, sopra le case, in modo da dominare tutta la Val d’Aveto. I lavori sono stati eseguiti con l’aiuto di tutti, a partire dall’ Ingegnere Pungiglione Alberto di Genova, che oltre ad eseguire il progetto, costrui’ anche il legname per il tetto e le tegole. Gli arredi interni e la statua del Sacro Cuore di Maria sono state donate da due signore di Zoagli insegnanti elementari nella frazione di Vicosoprano nel periodo estivo.
I paramenti sacri sono stati donati da una signora di Genova Nervi, parente di Poggi Maria in Gazzari. Il calice è stato donato dalla signora Levaggi di Chiavari,
moglie dell’avvocato Levaggi e i lampadari sono stati donati da Gazzari Pasquale di Milano.
Attraverso queste offerte, si è fatta l’inaugurazione nel settembre del 1958 presieduta dal Vescovo di Bobbio Zuccarino Pietro (giunto a Lovari a dorso di un cavallo).
Tutti gli anni a fine agosto, l’ultima domenica si svolgeva la festa patronale finchè c’erano le persone che si erano adoperate alla costruzione della chiesina, tutto procedeva normalmente con la partecipazione di parecchi devoti. Poi con il passare degli anni, la presenza della gente era sempre meno numerosa ed il ricavato non era sufficiente nemmeno per pagare la bolletta della luce e la struttura era in continua decadenza e vi erano difficoltà a trovare dei sacerdoti disponibili.
Un giorno e precisamente alla festa Patronale della Parrocchia di San Pietro e Paolo, parlando con il sacerdote che doveva celebrare la Santa Messa (Don Guido Balzarini) e con in mente ancora le parole dell’ omelia, mi sono chiesta : se ormai all’alba del 2000 noi giovani non eravamo capaci di mantenere (non di costruire) ciò che i nostri padri hanno costruito? Loro si saranno sicuramente levato di bocca il pane e dare un’offerta per realizzare qualcosa. Da quel momento (1997) parlando con alcune persone della frazione di Alpepiana… Armando,Albina, Silvano, abbiamo deciso di iniziare a festeggiare il patrono di Lovari, come veniva fatto una volta, con la S.Messa e con il pranzo, cercando di destinare il ricavato alla futura ristrutturazione del Tempio. Era l’anno 1998, il primo anno di questa nuova “era” per Lovari e abbiamo mangiato nei prati del paese con un pranzo normale, con tavoli e riavvicinato le persone a questo paese da molti anni dimenticato. Nell’anno successivo (1999), la pioggia ci ha impedito di continuare a svolgere il pranzo a Lovari e ci siamo trasferiti in fretta e furia al Circolo Lagin salvando almeno in parte una giornata “sfortunata”. Da quel momento il Circolo ci ha ospitato gratuitamente e siamo riusciti a raccogliere la somma necessaria che nel settembre 2004 ci ha permesso di iniziare i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza del Tempio. Tali Lavori sono terminati nell’estate del 2005, appena in tempo per l’inaugurazione avvenuta il 28 agosto 2005 con la partecipazione di varie associazioni.
Da quella data, oltre a festeggiare la festa del paese, Sacro Cuore di Maria, abbiamo abbinato anche la ricorrenza dei caduti di tutte le guerre e in particolare dei caduti della frazione: Bacigalupi Terenzio, alpino deceduto in Russia e sepolto in una fosse comune e Pagliughi Sisto carabiniere, deceduto in Austria e li sepolto.

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